
Sogni e visioni si succedono senza essere organizzati da un pensiero logico, non sono posti in relazione causale, quali elementi di una struttura unica. La materia è difforme: corpi, voci, movimenti, suoni, segni, simboli, oggetti, relazioni, ma tutta attiene o attinge alla zona onirica; tutta si affida al modus onirico di sollecitare la percezione e la coscienza al di fuori dei canoni diurni dell’attività cerebrale, in stato di veglia. La scrittura scenica è paragonabile per struttura ad una singola fase R.E.M. (sigla per “Rapid Eye Movement”: fase del ciclo del sonno caratterizzata dall’attività onirica e da rapidi movimenti degli occhi); ospita sogni e visioni che si compongono coerentemente come singoli elementi ma che formano un insieme del tutto polimorfo, e cangiante.
Questa materia umana trasfigurata nell’esperienza onirica, emerge non per venire filtrata od ordinata, ma per essere: affiorare e rendersi manifesta, facendosi quindi testa di ponte per una possibilità di accesso altra alla percezione dell’essere umano e del reale, sgombra dai numerosi filtri diurni e dal pensiero, frutto dell’attività cerebrale notturna. Un sapere biologico ancestrale fondato sull’esperienza umana da quando esiste sulla Terra, che si esprime per immagini e simboli e che è al tempo stesso in grado di calarsi nel nostro quotidiano scardinandone i parametri per offrirci un altro punto di vista. Uno strumento formidabile di riconoscimento delle cose umane e di orientamento nel Mondo contemporaneo, uno dei pochi che sono in grado di disinnescare il meccanismo dei filtri che anche inavvertitamente condizionano la percezione del reale. La riflessione diurna sul reale nella nostra era, diversamente da quanto avveniva in quelle che l’hanno preceduta, non è condizionata soltanto dalle istanze storico-culturali e socio-politiche in cui è immersa la nostra vita: esiste un nuovo e più pericoloso filtro che agisce sull’elaborazione delle informazioni acquisite. Qualsiasi aberrazione, se opportunamente ripetuta diventa “comune”, quindi fatta passare dai pochi individui che detengono il potere economico e che controllano il potere politico come “normale” e cessa tragicamente di suscitare la reazione contraria della gran parte della specie umana, la quale in questo modo sta perdendo la capacità di salvaguardare se stessa perché allontanandosi pericolosamente dalla propria natura, non sa più bene quale essa sia, e questo disorientamento sta mettendo a rischio la sopravvivenza dell’intera specie e quella del pianeta.
Si tratta, per quanto mi riguarda, di non negare, di prendere coscienza del punto in cui ci si trova, di nutrire ed allargare la propria autonomia critica, e di comunicare sinceramente. L’arte, che sia lavoro sul corpo, sul suono, sull’immagine offre una possibilità di comunicazione vera, sta a noi aderire alla visione autentica, non “filtrare” o “fingere”, ma fare delle scelte. Restituire all’arte un ruolo sacro, dal mio personale punto di vista, non è altro che tenerla in contatto con la forza della Natura e con il mondo spirituale; lasciando aperta la possibilità d’integrazione nella vita degli esseri umani, ogni qui ed ora è buono per attivare il contatto.
0 Incipit
I sogno. Captiva con Barbara Zanoni
.Visione bianca
II sogno. Triplice con Chiara Di Serio, Marika Fabbri, Barbara Zanoni
.Visione rossa
III sogno. I ponti con Aleksandar Sasha Karlic
.Visione nera
IV sogno. karma con Aleksandar Sasha Karlic e Barbara Zanoni
.Visione bianca, rossa e nera
V sogno. Isis visione e sogno con Barbara Zanoni