
''La mia tesi è che il linguaggio del mito poetico anticamente usato nel Mediterraneo e nell'Europa settentrionale fosse una lingua magica''
(Robert Graves, La Dea Bianca, 1946)
Nei canti di tradizione orale di tutta ''l'Antica Europa'', permangono tracce di quotidiane magie sacre, quelle per addormentare i bambini, o ninnananne, sono le uniche sopravvissute nella nostra cultura, ma restano le vestigia di molte altre. Dai canti per l'ape regina, a quelli per la pioggia, numerosi sono gli esempi di una modalità umana di interazione col mondo naturale estremamente cosciente dei cicli della Terra e totalmente integrata in e con esso; chiara è l'indissolubile unione tra arte, sacro e natura; la voce e il corpo sono al centro della cultura. La nostra era ha qualcosa da imparare, molto da ricordare... E una caccia sciamanica da iniziare.