
Come cambia il vento, unica fonte sonora del lavoro, così il corpo.
Dello stesso corpo, il corpo stesso, per incoerenza di qualità, si fa media e delle proprie possibilità di mutamento: declinando in una moltitudine di registri e di senso, tutti della stessa materia organica in movimento.
La pausa, è il luogo trasformazionale: dove nulla è apparentemente, qualcosa avviene, misteriosamente, a preparare il passaggio.
Il come viene prima ancora, era già in potenza: non appartiene al tempo né allo spazio esclusivamente, ma ad entrambi e insieme, ad altro; all’essenza umana, come viva materia organica alchemica e ancora, ad altro.
un progetto di e con Barbara Zanoni